menu
cerca
Data Act: come liberare il valore dei dati aziendali senza compromettere la proprietà intellettuale

Data Act: come liberare il valore dei dati aziendali senza compromettere la proprietà intellettuale

lunedì 15 Giugno 2026

Con l’entrata in vigore del Data Act del 12 settembre 2025, le imprese italiane si trovano davanti a una svolta epocale: estrarre il massimo potenziale dai dati IoT e, nello stesso tempo, blindare la proprietà intellettuale.

La sfida attuale consiste nel “coordinare” questa apertura, passando da una gestione passiva del dato a una strategia con processi decisionali basati sui dati che tuteli il know-how aziendale.

Cosa cambia davvero per le aziende con il nuovo regolamento europeo?

Il Data Act, più precisamente il regolamento UE 2023/2854, obbliga i produttori di dispositivi connessi e i fornitori di servizi correlati a rendere accessibili agli utenti i dati generati dall’uso dei prodotti e, in determinati casi, a consentirne la condivisione con terze parti su richiesta dell’utente.

Questo significa che il flusso di informazioni che prima consideravi “esclusivo” ora deve essere fluido, ma attenzione la normativa tutela esplicitamente i segreti commerciali, a patto che l’azienda sia in grado di dimostrare una gestione rigorosa e sicura di tali asset.

Il vero problema che leggiamo spesso nei forum tecnici non è tanto la condivisione in sé, quanto la mancanza di strumenti per decidere “cosa” dare a “chi” e in che “modo”, senza che i dati grezzi rivelino logiche industriali sensibili. Per gestire questa complessità, non basta un foglio Excel o un database chiuso; serve una struttura capace di filtrare e valorizzare il dato prima che esca dal perimetro aziendale.

Analizzare il patrimonio informativo con la Business Intelligence

…Quindi devi rendere i dati intellegibili e, soprattutto, sicuri.

Grazie all’integrazione di Power BI, la suite di business analysis di Microsoft, la tua azienda può raccogliere, elaborare e organizzare enormi quantità di informazioni provenienti da fonti eterogenee, trasformandole in una bussola chiara.

Ma la Business Intelligence, oltre a leggere i dati, agisce come un vero e proprio “scudo tecnologico” per la tua proprietà intellettuale attraverso:

  • Granularità dell’esposizione tramite Row-Level Security: questa tecnologia permette di decidere con precisione chirurgica quali specifiche righe o colonne di dati mostrare a un determinato utente o partner. In questo modo, puoi adempiere agli obblighi del Data Act condividendo i dati d’uso necessari, ma rendendo completamente invisibili i parametri critici e le formule che costituiscono il tuo segreto industriale.
  • Trasformazione del dato grezzo in informazione filtrata: invece di fornire un accesso diretto ai tuoi database, Power BI funge rielaborando i dati all’interno del tuo perimetro aziendale e mostrando all’esterno solo l’output finale richiesto.
  • Mascheramento e offuscamento dei dati strategici: puoi applicare regole di anonimizzazione o fornire medie statistiche sulle performance dei tuoi asset invece di dati puntuali al millisecondo, evitando così che un concorrente possa studiare e replicare i tuoi processi di ottimizzazione interna.
  • Controllo totale degli accessi e tracciabilità grazie all’integrazione nativa con l’ecosistema Microsoft 365. La visualizzazione di dati può essere tracciata e autenticata; questo significa che puoi revocare l’accesso istantaneamente o bloccare tentativi di download sospetti, mantenendo sempre la piena sovranità digitale sui tuoi asset più preziosi.

A questo puoi affiancare:

  • Integrazione nativa con ERP come Arca Evolution o Microsoft Dynamics 365 Business Central: questi sistemi permettono di raccogliere il dato alla fonte, strutturandolo in modo che sia già categorizzato secondo le logiche di business e di riservatezza necessarie. Grazie a questa base solida, puoi separare i dati operativi che sei obbligato a condividere da quelli strategici legati alla proprietà intellettuale.
  • Automazione dei flussi e monitoraggio: invece di estrarre dati manualmente rischiando errori o fughe di notizie, un sistema integrato automatizza lo scambio informativo, garantendo che ogni condivisione sia tracciata, sicura e conforme agli accordi di licenza o ai segreti industriali.

In questo modo, la tua azienda non subisce più il Data Act come un’imposizione, ma lo utilizza per costruire nuovi servizi a valore aggiunto per i clienti, mantenendo le mani ben salde sul timone della proprietà intellettuale.

Sicurezza e Cloud: lo scudo necessario per la condivisione dei dati

Attenzione però: non si può parlare di condivisione dati senza parlare di protezione. Se il Data Act ti obbliga ad aprire delle “finestre” verso l’esterno, devi assicurarti che nessuno possa scavalcarle per entrare nei tuoi sistemi critici.

La gestione della Cyber Security diventa quindi l’altra faccia della medaglia della digital transformation. Inoltre, utilizzare infrastrutture Cloud italiane e certificate permette di mantenere la sovranità del dato entro i confini nazionali, offrendo al contempo la flessibilità necessaria per scalare le risorse man mano che il volume dei dati scambiati aumenta.

Sovranità e sicurezza: le infrastrutture Cloud italiane

Non è un requisito generale del Data Act, tuttavia affidarsi a infrastrutture Cloud italiane e certificate significa garantire che i dati rimangano entro i confini nazionali in ambienti costantemente monitorati e protetti. Questo approccio tutela gli asset digitali e la reputazione aziendale, minimizzando i rischi informatici derivanti dall’apertura dei flussi prevista dal nuovo regolamento europeo.

Sovranità e sicurezza: le infrastrutture Cloud italiane

Non è un requisito generale del Data Act, tuttavia affidarsi a infrastrutture Cloud italiane e certificate significa garantire che i dati rimangano entro i confini nazionali in ambienti costantemente monitorati e protetti. Questo approccio tutela gli asset digitali e la reputazione aziendale, minimizzando i rischi informatici derivanti dall’apertura dei flussi prevista dal nuovo regolamento europeo.

Gestire risorse come CPU, RAM e storage in un datacenter proprietario situato in Italia permette di rispondere con estrema velocità a ogni esigenza di upgrade, mantenendo standard di sicurezza elevatissimi e riuscendo a personalizzare sulle specifiche esigenze delle PMI.

L’integrazione strategica tra applicazioni e telecomunicazioni (TLC)

Un altro aspetto importante riguarda la connessione profonda tra le applicazioni gestionali e l’infrastruttura di rete.

In Versya ci distinguiamo per l’analisi approfondita delle applicazioni e delle infrastrutture aziendali, che ci consente di individuare la soluzione TLC più adeguata alle specifiche esigenze del cliente.

Le soluzioni di connettività avanzata e i moderni centralini VoIP devono essere dimensionati esattamente sui carichi di lavoro prodotti dai software gestionali, come Arca Evolution o Microsoft Dynamics 365 Business Central, e dai flussi di Business Intelligence. Solo una visione d’insieme, che comprenda sia il software che la rete di trasmissione, garantisce comunicazioni stabili e performance costanti, evitando pericolosi colli di bottiglia che potrebbero rallentare la tua crescita.

Vuoi scoprire come trasformare il Data Act 2026 in un vantaggio competitivo proteggendo i tuoi segreti industriali?

Noi di Versya, esperti in soluzioni verticali customizzate e trasformazione digitale, siamo pronti ad affiancarti in questo percorso. Possiamo analizzare insieme la tua infrastruttura attuale e implementare le migliori strategie di Business Intelligence e Cyber Security per valorizzare il tuo patrimonio informativo in totale sicurezza.

Richiedi una consulenza gratuita e senza impegno

contattaci
Go to top