
I settori sotto la lente, secondo quanto ha detto il vicepresidente Emanuele Angelidis in un’intervista, sono quelli «in forte crescita», come «sanità privata, logistica, banche e assicurazioni»
Una solida crescita organica fino al 10% annuo di ricavi e un robusto piano di M&A che prevede un target di ricavi acquisiti tra i 45 e i 60 milioni di euro tra il 2026 e il 2028. Sono queste le basi del piano triennale, che dovrebbe permettere a Sys-Dat di raddoppiare le sue dimensioni (dai circa 90 milioni di euro di ricavi del 2025 a un range tra i 164 e i 179 milioni di euro pro-forma, incluse le aggregazioni) con l’idea di consolidarsi in Italia. A spiegarlo in un’intervista a Radiocor è Emanuele Angelidis, vicepresidente del gruppo Sys-Dat del settore Ict, attivo nello sviluppo di software proprietari per mercati verticali.
L’attenzione alle opportunità di M&A è sempre stata parte integrante del Dna di Sys-Dat. Fondata nel 1977, la società – oggi guidata dalla famiglia Neuroni – è partita dal «fashion per poi affiancare diversi altri settori e ha proseguito nella sua crescita iniziando ad aggregare anche altre piccole realtà di tipo similare», afferma Angelidis. Proprio la volontà di accelerare» sulle acquisizioni, oltre a quella «di testarsi sul mercato in maniera trasparente», nel 2024 ha indotto il gruppo a sbarcare a Piazza Affari, in particolare sul segmento Star dell’Euronext Milan. Oggi, a due anni dalla quotazione – che ha raccolto oltre 32 milioni di euro – Sys-Dat ha effettuato 6 operazioni di M&A per un totale di circa 37 milioni di euro di ricavi acquisiti, di cui circa 7 milioni nel primo trimestre del 2026.
L’anno in corso, d’altra parte, è partito di buon passo, con l’aggregazione di Et.ics e Technis Blu, «due aziende che rispettano perfettamente i profili che di solito cerchiamo», afferma il vicepresidente del gruppo. La prima infatti «ci permetterà di entrare in un mercato nuovo, dove non siamo presenti», vale a dire quello della gestione del personale on-field (aziende con reti di manutentori o forti reti di vendita). Invece Technis Blu sarà utile per «arricchire la nostra offerta dal punto di vista tecnologico grazie alle sue soluzioni, che si rivolgono alla clientela di fascia alta».
Guardando avanti, Sys-Dat ha «una pipeline ricca e di qualità», anticipa Angelidis, visto che «le aziende che cerchiamo sono dei champions riconosciuti nei settori in cui operano». «Non facciamo operazioni di ristrutturazione – precisa infatti il vicepresidente – ma vogliamo società che stiano già performando abbastanza bene» e con cui mettere in campo «un progetto d’integrazione ben strutturato». I settori sotto la lente sono quelli «in forte crescita», come «sanità privata, logistica, banche e assicurazioni», quanto alle società target possono «variare da qualche milione di fatturato a società più grandi», come A&C Group, acquisita lo scorso anno.
In generale, per il triennio in corso i target prevedono acquisizioni tra i 45 e i 60 milioni di euro, includendo i circa 7 milioni di euro già incorporati nel 2026. Si tratta di obiettivi «coerenti con la nostra esperienza pregressa – afferma il vicepresidente – e per cui il gruppo ha un piano d’investimenti tra i 40 e i 55 milioni di euro». «Noi abbiamo già molta liquidità, per circa 47,3 milioni di euro alla fine del primo trimestre – dice Angelidis – Chiaramente nel corso del triennio genereremo anche ulteriore cassa operativa che poi verrà utilizzata principalmente per l’M&A».
Per il momento, a livello geografico, il focus per le prossime operazioni rimane sull’Italia, dove il gruppo realizza circa il 95% dei suoi ricavi. «Una volta che avremo costruito una massa critica dimensionale, potremo valutare altre opportunità», spiega il vicepresidente. Qualsiasi obiettivo di crescita per linee esterne, infatti, non può prescindere da un buon rafforzamento organico, che potrà beneficiare anche della spinta dell’AI. «Abbiamo iniziato a investire in questa tecnologia nel 2021 – dice il vicepresidente – e per noi rappresenta una duplice opportunità: da un lato per le soluzioni che proponiamo al mercato, dall’altro sul fronte dei processi e degli strumenti di uso interno». Per questo, l’intelligenza artificiale per il gruppo appare più come un’opportunità piuttosto che come una preoccupazione. D’altra parte, Sys-Dat non è «un player generalista, ma è specialista nel suo settore. Quindi la grande competenza nei diversi mercati verticali e la vicinanza ai clienti saranno degli elementi distintivi per il futuro». In più, il gruppo è da sempre orientato all’innovazione: «facciamo R&D per sviluppare prodotti e servizi» e, in questo senso, l’intelligenza artificiale può essere un’alleata importante per progredire.
Dove invece la situazione dovrebbe rimanere stabile è sul fronte dell’azionariato di Sys-Dat, dove i 4 azionisti persone fisiche sono il presidente Vittorio Neuroni – che possiede circa il 24,8% delle quote, l’ad Matteo Neuroni (a poco più del 15%), Marta Neuroni (a poco meno del 6%) e Emanuele Angelidis che possiede circa il 9,3%, per un totale di circa il 55%. Il restante 45% delle quote è flottante e «questo è un bel segnale» afferma il vicepresidente, soprattutto considerando che «circa il 50% degli investitori è internazionale». Oltre all’americana Barca Capital e ad Alkemia Capital Partners (rispettivamente al 8% e 7,5% alla data dell’ultima Assemblea) ci sono azionisti da Spagna, Francia, Svizzera, Regno Unito, Germania, paesi scandinavi. «Un elemento che denota una forte fiducia e un’attenzione dall’estero».
Fonte: Il Sole 24Ore
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